Panoramica su Teggiano (SA)

Eventi – Alla tavola della Principessa Costanza – XXIII edizione (12 Agosto 2016) – Parte Seconda


E’ finalmente arrivato il momento di chiudere il ciclo narrativo intorno a questo magnifico evento e ai preziosi momenti da esso regalatici nel corso della sua XXIII iterazione, a cui abbiamo parteciparto il giorno 12 Agosto 2016.

Buona lettura e buon viaggio…

“Alla tavola della Principessa Costanza”

Parte Seconda

Senza perderci in ulteriori convenevoli, che produrrebbero un numero ancora maggiore pretesti per procrastinarne la trattazione,  la volta scorsa ci siamo lasciati all’apertura delle tabernae e del banco di cambio, a seguito dei tributi offerti ai principi di Sancto Severino dagli Sbandieratori e le Tamburine del Vallo di Diano, i Tamburi del Calendimaggio di Assisi e i Trombonieri Senatore.

L’apertura delle tabernae costituisce di per sè un vero e proprio spettacolo mondano e universale a parte, che naturalmente coinvolge tutti, dagli adulti ai più piccoli, i quali, dopo aver assistito alle mirabolanti peripezie dei cortei tributanti vorranno sicuramente saziare il proprio stomaco, oltre che il proprio spirito.

Il banco di cambio

Cambiare la propria valuta corrente in valuta antica (coronati, ducati, tarì e tornesi) è una pratica OPZIONALE, seppure utile ad immedesimarsi ulteriormente nell’atmosfera offerta da questo maestoso evento; ora, vi sono due possibilità:

  • è possibile cambiare un corrispettivo in danaro di 12€ da poter investire nelle tabernae in cambio di squisiti piatti della tradizione del Vallo di Diano, appositamente ricreati per l’occasione (date un’occhiata all’elenco delle tabernae e alle leccornie preparate in ognuna di esse nella Prima Parte dell’articolo)
  • oppure acquistare una sacca di valuta antica come souvenir da portare a casa con sé, in ricordo di quella straordinaria esperienza.

Ciò è possibile farlo presso un chioschetto allestito all’ombra degli spalti in Piazza San Cono.

Monete medievali antiche italiane

Corone, tarì, ducati e tornesi dalla rievocazione storica “Alla tavola della Principessa Costanza”

Un piccolo consiglio prima di proseguire…

Data la grande affluenza alla manifestazione, il nostro consiglio è quello di consultare preventivamente l’elenco delle taverne e recarvisi in tempi non sospetti per, innanzitutto, familiarizzare con la loro posizione, in modo da porterle raggiungere, poi, con estrema facilità (dal momento in cui sono sparse per il borgo e non localizzate in un’unica area); e in secondo luogo per poter scegliere, con cautela e serenità, i piatti da voler gustare coi propri cari ai tavoli distribuiti per il borgo.

Una delle tabernae presenti alla manifestazione "Alla tavola della Principessa Costanza"

Le taverne cominciano a popolarsi: è ora di sbrigarsi!

L’intrattenimento

La musica e le danze

La consumazione dei pasti costituiva un vero e proprio rito ai tempi in cui i principi di San Severino regnavano sul Vallo di Diano: e ciò implicava, molto spesso, che i banchetti venissero accompagnati dall’esibizione di giullari e menestrelli che allietassero i commensali e li coinvolgessero in danze e canti la cui memoria è ancora conservata proprio nelle splendide rievocazioni offerte da tutti i gruppi e gli ensemble sparpagliati all’interno del borgo.

Per cui vi consigliamo caldamente di soffermarvi ad ascoltare il modo di fare musica nel passato, che era leggermente diverso nello stile e nelle funzioni che venivano attribuite proprio all’intervento musicale, funzioni apotropaiche e taumaturgiche, contro i mali del corpo e della mente, e contro le maldicenze e le malelingue.

Il Viridarium

Il Viridarium è il museo delle erbe del Dott. Nicola Di Novella, all’interno del quale potrete toccare con mano una delle realtà più comuni del nostro passato: quella dello speziale e della sua bottega di etnobotanica, all’interno del quale venivano congegnati i più singolari intrugli che venivano somministrati ai malati o ai posseduti da spiriti maligni, affinchè essi potessero trovare giovamento ed affrancarsi dai mali del corpo, della mente e dello spirito.

Una tappa obbligatoria per tutti coloro i quali sono affascinati dal mondo della medicina tradizionale antica, o per tutti coloro i quali si lasciano affascinare dalla materia. D’altronde, l’ingresso durante la manifestazione è LIBERO, perché non approfittarne.

Il museo degli usi e tradizioni della città di Teggiano

Così come ci suggerisce il nome, questo luogo fornisce un limpido spaccato sulla quotidianità del borgo in epoca antica, offrendo al tatto e alla vista numerosi esemplari di strumenti, corredi e utensili che accompagnavano la vita dei borgensi quando ancora le principali occupazioni erano battere il ferro, conciare le pelli, intrecciare tessuti, coltivare la terra e allevare gli animali.

Se anche voi, come noi, siete curiosi di osservare più da vicino come i nostri ancestori trascorresero le proprie giornate, allora vi consigliamo caldamente di visitare il museo degli usi e tradizioni dlla città di Teggiano. Non ve ne pentirete. Anche in questo caso, il museo è aperto al pubblico gratuitamente, durante la manifestazione.

L’arte della città dalle tredici Chiese

Il borgo di Teggiano è costellato di numerosissimi scorci suggestivi, nascosti nei luoghi anche più imperscrutabili: come ad esempio questi splendidi giardini privati:

Teggiano è inoltre fregiato dell’epitteto di città dalle tredici Chiese, proprio per la copiosa presenza di luoghi di culto sul suolo del borgo: fra le più singolari e incantevoli che abbiamo visitato vi è sicuramente quella di Sant’Agostino, Santo patrono dei teologi e degli stampatori, del 1370, col suo altare maggiore in pietra locale bianca e nera dalle preziose reminescenze gotiche, i suoi affreschi (fra cui un martirio di Santa Caterina d’Alessandria, del ‘600), le sue statue (di particolare bellezza proprio quella dedicata a Sant’Agostino), ed il singolare colore delle sue mura, di un lilla molto chiaro, simbolo di purificazione, tenerezza e umiltà:

L’assalto al Castello Macchiaroli

Storicamente datato nel 1497, l’assedio del castello di Diano da parte del re di Napoli Federico d’Aragona va a collocarsi all’interno dell’ambito delle “horrendeGuerre d’Italia, inaugurate dalla fallimentare discesa di Carlo IV (conosciuto in Francia come Carlo VIII di Valois) in Italia lungo l’antica via Francigena (che collegava la Francia alla Puglia, sede dei porti per la Terrasanta), avvenuta nel 1494, nel tentativo di aggiudicarsi il dominio sulla penisola, in contrasto con la Spagna di Ferdinando d’Aragona, l’Inghilterra di Enrico VII Tudor, e il Sacro Romano Impero di Massimiliano I d’Asburgo, e conclusesi con la pace di Cateau-Cambresis del 1559. L’assedio durò oltre due mesi e alla fine vide il castello crollare sotto la potenza della nuova fanteria armata non più di picche e alabarde, ma di archibugi e, picchieri ed altri specialisti fra le schiere di mercenari svizzeri e lanzichinecchi. Lo spettacolo offerto da questa rievocazione è davvero straordinario, se si pensa solo all’ingente numero di figuranti (ca. 150) che prende perte alla battaglia, resa contitata dallo scoppio degli archibugi, dallo stridio delle trombe e dalle folgori piroettanti dei fuochi d’artificio.

Uno spettacolo a cui noi, chiaramente, consigliamo di presenziare: e anche qui, consigliamo di organizzarvi in modo da riuscire ad aggiudicarvi dei posti migliori per potervi assistere. A tal proposito, vi rimandiamo al video realizzato proprio nell’occasione dalla Pro Loco Teggiano.

Si torna a casa…

Al termine delle celebrazioni delle comode e pratiche navette, al costo di 2€, vi riaccompagneranno dal centro storico alle località di Fiume e Piedimonte, dove è possibile parcheggiare l’auto in tutta sicurezza e comodità, per evitare di dover confrontarsi con un eventuale rallentamento del traffico dal centro storico alle principali arterie stradali che mettono in comunicazione Teggiano con la provincia di Salerno.

Siamo finalmente giunti alla fine del nostro viaggio… nella speranza di aver operato al fine di incuriosirvi nei confronti della manifestazione, di Teggiano, del suo splendido popolo e della sua meravigliosa storia, o addirittura convincervi a partecipare al quella che oseremmo defiinire una vera e propria festa, auguriamo a tutti voi il meglio che si possa desiderare in questa straordinaria vita. viaggiare con coloro he amiamo e condividere con essi non solo i momenti più oscuri e tribolanti delle nostre esistenze, ma anche tutto ciò per cui vale la pena vivere…

A presto…

Un saluto da Gaetano&Teresa di:

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