Feste e Sagre – Festa dell’antica pizza cilentana – XIV edizione (08/08/2018)


Oramai credo che la nostra passione per questo incredibile quanto straordinario lievitato, tanto antico quanto saporito e versatile, sia stata da tutti voi compresa e tacitamente ‘accettata’: vi abbiamo parlato della meravigliosa pizza fritta di Sordina; ve ne abbiamo proposto una nostra personalissima variante; e adesso siamo qui a parlare di una delle sue declinazioni più saporite, semplicidirette, il cui unico scopo era, ed è, offrire una pausa ricca di sapore e di nutrienti utili a rinsavire dopo una giornata intera trascorsa ad impastare il pane.

E’ questa la storia che ci raccontano i numerosi tabelloni esplicativi disseminati lungo l’intero percorso del centro storico di Giungano, un’altra delle meravigliose, piccole perle dell’entroterra cilentano, dove, appunto, sono venuti a svolgersi gli avvenimenti di cui vi parleremo fra un pò.

Cominciamo col dire che siamo arrivati in quel di Giungano verso le ore 21:00, infelicemente constatando quanto i nostri dubbi sulla certa e massiccia affluenza all’evento siano venuti tragicamente a realizzarsi. Ma, nonostante questo, il traffico è risultato davvero molto scorrevole, concedendoci, quantomeno, di essere soltanto molto affamati, e non anche nervosi. L’area parcheggio principale era già piena, quindi ci hanno invitato a proseguire verso il centro del borgo, dove, fortunatamente, abbiamo trovato potuto posteggiare la nostra auto non lontano dall’area allestita appositamente per ospitare l’evento. Per cui, i nostro morale non poteva risentire di una influenza positiva migliore di questa.

Rinnovati nello spirito, imbocchiamo il corridoio che ci avrebbe condotti al centro storico, dove, era posizionata una imballatrice dall’aspetto vetusto, ma perfettamente funzionante e in funzione.

Festa dell'antica pizza cilentana (08/08/2018)
Imballatrice da fieno su ruota rigida

Sul fondo del corridoio, era posizionata la cassa, dove poter acquistare una card, al prezzo di €10.00, che prevedeva 5 e 1/2 tickets non nominali, ribattezzati col nome di jungani, da scambiare con le varie pietanze e leccornie offerte dall’evento. Ecco una lista di tutte le preparazioni a cui è possibile accedere completa del loro corrispettivo in numero di tickets:

  • Antipasto cilentano – 2 jungani
  • Fusilli – 2 jungani
  • ‘Laane e ciciri’ (Lagane e ceci) – 2 jungani
  • Acquasale (Biscotto di pane con pomodori in insalata) – 1 jungano
  • Pizza cilentana al trancio – 1 jungano
  • Pizza fritta – 1 jungano
  • ‘Patate cu’ a cauzodda’ (Patate fritte con buccia) – 1 jungano
  • ‘Mulegnane ‘mbuttunate’ (Melenzane imbottite) – 2 jungani
  • ‘Vicci cu’ a minestra’ (Pasta stesa con la minestra) – 2 jungani
  • ‘Spighe vuddute’ (Spighe di mais bollite in acqua e sale) – 1 jungano
  • ‘Scauratieddi’ (Zeppole scaldate) – 1 jungano
  • Trancio di pizza gourmet con pomodorino giallo bio – 1 jungano
  • ‘Scucciularielli cu’ vescuotto (Biscotto di pane con fagioli) – 2 jungani
  • ‘Purpette fritte caso e ova’ (polpette di fornaggio e uova) – 1 e 1/2 jungani
  • Caciocavallo impiccato su fetta di pane – 1 e 1/2 jungani
  • Pizzacroce – 1 jungano
  • Dolci tradizionali di Giungano (biscotti alle mandorle e taralli dolci) – 1 jungano
  • Zeppola fritta – 1 jungano
  • Frutta (fichi bianchi del Cilento, uva nera, anguria) – 1 jungano
  • Birra artigianale alla spina – 2 jungani
  • Birra alla spina – 1 jungano
  • Coca Cola alla spina – 1 jungano
  • Bicchiere di vino – 1/2 jungano
  • Bottiglietta d’acqua 0,5lt – 1/2 jungano
  • ‘Zeppole crisciute cu’ i ciurilli o alici’ – 1 jungano
  • Limoncello – 1 jungano
  • Gelato artigianale more e fichi – 1 e 1/2 jungani
  • Cannolo cilentano (con crema pasticcera o ganache al cioccolato) – 1 jungano

Una volta acquistate le nostre cards, ci siamo letteralmente fiondati all’interno, dando uno sguardo veloce ma concentrato ai vari stand allestiti all’interno, ricchi sapori, colori e profumi eccezionali, nonostante nell’aria imperasse un persistente aroma di cacioricotta fresco e delizioso, propedeutico all’aumentazione della nostra fame e all’obnubilazione dei nostri sensi. Nonostante questo però, siamo riusciti comunque a farci catturare dai vari prodotti esposti, come frutti, oggetti intagliati in legno di ulivo, formaggisalumi, prodotti in pelle, miele e liquori d’ogni sorta.

Noi consigliamo, laddove possibile e ciò corrisponda comunque ai vostri gusti, l’acquisto dei fichi bianchi cilentani, piuttosto diversi da quelli che possiamo trovare fra gli scaffali dei nostri supermercati, più sodi, di una dolcezza delicata e poco persistente e con una dimensione e un quantitativo di semi inferiore se comparati con il tradizionale fiorone bianco.

“Uagliò, ‘e fatt’ a foto, ma mo ‘o vuò’ssaggià: m’ea ricere cumm’è! Nun te preoccupà, nun te l’e’ccattà, l’ea sul pruvà!’

“Ragazzo, hai fatto la foto, ma adesso lo vuoi assaggiare: mi devi dire come lo trovi! Non preoccuparti, non devi comprarlo, lo devi solo provare!”

Così è iniziato il nostro tour gastronomico per questa magnifica serata, con l’assaggio effettuato da Gaetano del Quintalone, un provolone dolce ma estremamente saporito che, proprio per la sua incredibile proprietà di sciogliersi letteralmente in bocca è anche conosciuto sotto il nome di Scquaquerone. Straordinario, specialmente se accostato a confetture di agrumi o un miele a fondo agro-amaro, come il miele di castagno.

Con nostra graditissima sorpresa, nonostante la presenza di moltissime persone, i banchi presso cui poter ritirare le pietanze erano quasi tutti liberi: questo merito di un’organizzazione che ha fatto tesoro delle esperienze delle edizioni passate (ben 13 sulle spalle di questo godereccio appuntamento), garantendo un accesso veloce e indolore ai gustosi manicaretti previsti per le serate.

Noi chiaramente ci siamo fiondati sulla pizza cilentana al trancio, il cui profumatissimo impasto è guarnito con salsa di pomodoro e una generosa dose di cacioricotta grattugiato: una vera e propria esplosione sapida e ricca di aromi aciduli e persistenti. Sontuosa, fragrante e deliziosa, ogni morso, anche se piccolo, sembra ingombrare la cavità buccale data la varietà di consistenze a cui andrete incontro: la cremosità della salsa e del cacioricotta e la croccantezza dell’impasto.

Festa dell'antica pizza cilentana (08/08/2018)
La pizza cilentana al trancio

Altri, invece, si sono lanciati sulla pizza fritta, di ragguardevoli dimensioni ed altrettanto ricca, profumata e saporita.

Festa dell'antica pizza cilentana (08/08/2018)
La pizza fritta

Una volta conquistati dalla prima delle quattro diverse declinazioni della pizza al trancio cilentana, ci siamo lanciati sull’antipasto alla cilentana, che comprendeva pancetta arrotolata, capocollo, salsiccia dolce e piccante, soppressata e caciocavallo podolico, il tutto accompagnato da tozzetti di pane conditi con del sensazionale olio cilentano.

Festa dell'antica pizza cilentana (08/08/2018)
L’antipasto alla cilentana

Antipasto che è stato seguito da una porzione di ‘Purpette caso e ova‘, delle polpette di uova e formaggio di capra dal profumo intenso e penetrante, ma incredibilmente saporite.

Festa dell'antica pizza cilentana (08/08/2018)
Le ‘Purpette caso e ova’

Una volta consumata la prima parte del nostro pasto, ci addentriamo nei vicoletti del borgo, adorni di pittoreschi arazzi e da simpatiche tavole in legno su cui erano incisi degli adagi di derivazione popolare come:

Festa dell'antica pizza cilentana (08/08/2018)
‘Nun ngè pezzenderia senza rifietto’ – ‘Non c’è pezzenteria senza difetto’

Facendoci guidare dal forte aroma di cacioricotta, che oramai aveva totalmente compromesso il nostro giudizio, giungiamo ad altri banchi dove erano offerte altre varianti della tradizionale pizza cilentana, facendoci conquistare da quella con i fiori di zucca salsiccia:

Festa dell'antica pizza cilentana (08/08/2018)
Pizza cilentana al trancio con fiori di zucca

E dal trancio di pizza gourmet con pomodorino giallo bio:

Festa dell'antica pizza cilentana (08/08/2018)
Trancio di pizza gourmet con pomodorino giallo bio

Saziati, ma solo di pietanze salate, decidiamo di spendere gli ultimi jungani rimastici, in prima istanza, in ‘Scauratieddi‘, le cosiddette zeppole scaldate che, secondo tradizione, vengono preparate durante la notte di natale, dopo il consueto’ cenone‘ nell’attesa che separa la fine di questo dalla mezzanotte: particolarmente fragranti e inondate di un miele preferibilmente dolce, come quello di acacia, d’arancio o d’acacia:

Festa dell'antica pizza cilentana (08/08/2018)
Gli ‘ Scauratieddi’, o zeppole scaldate

In seconda istanza, come nostro solito, ci siamo fatti tentare dalla zeppola fritta, che abbiamo eletto, a onor del vero, come nostro ‘Dolce dell’estate‘.

Festa dell'antica pizza cilentana (08/08/2018)
La zeppola fritta

E, infine, per detergere la bocca da tutti questi sapori forti e decisi, abbiamo preso una porzione di gelato alle more e ai fichi bianchi del cilento: era come se stessimo addentando la frutta per come viene colta dall’albero o dagli arbusti. Un gelato delizioso, sincero, servito su di una cialda waffle.

Festa dell'antica pizza cilentana (08/08/2018)
Gelato alle more e ai fichi bianchi del cilento

Una volta sazi, decidiamo di abbandonarci su degli scalini, scambiando quattro chiacchiere con i nostri commensali e lasciandoci travolgere dalle impetuose scariche di suoni e impulsi dei gruppi popular e folk che animavano la serata a suon di pizziche, tarantelle e brani della tradizione cilentana.

Giunta la mezzanotte, la stanchezza ha preso finalmente il sopravvento, e dunque ci siamo mestamente recati all’auto e lasciato, ma solo per questo momento, il borgo ancora in fermento, nonostante l’ora tarda, con un sorriso inciso a fuoco sul nostro volto, il cuore sereno e le pance piene come mai.

Questo il nostro resoconto di una serata straordinariamente soddisfacente e piena di piacevoli sorprese, a cui vi invitiamo, nella maniera più assoluta, a partecipare, non soltanto per la bontà e la genuinità dei prodotti offerti, ma per la salubre atmosfera che viene a costruirsi intorno a questi eventi, che hanno il privilegio di essere ospitati in questi borghi dall’inverosimile bellezza e popolati da persone gentili, accoglienti, sorridenti, che sembra abbiano capito che il senso della vita è da ricercare nelle cose semplici; quelle fatte di condivisione e desiderio di condivisione, senza che ci sia aspetti nessun tipo di tornaconto materiale: solo tanti sorrisi e ricordi di cui far tesoro e da raccontare, un domani, a chi verrà dopo di noi.

Un abbraccio da Gaetano e Teresa di:

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