Passeggiata a Matera – 10 Giugno 2018


– LA CITTA’ NELLA ROCCIA –

I Sassi di Matera si presentano come insediamenti costruiti in cave naturali nella roccia calcarea, abitati fin dal Paleolitico. Insieme al rione Civita, rappresentano il centro storico della città di Matera. Dal 1993 fanno parte del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Nel 2019, Matera sarà la capitale della cultura europea.

Passeggiata a Matera - 10/06/2018

– LA “CASA CAVA” –

Abbiamo raggiunto il Sasso Barisano, a Nord di Matera, verso le 16:47. Addentrandoci, ci si è palesata davanti agli occhi questa grande roccia bianca, che ci ha dato subito la sensazione di entrare in un’epoca lontana, dove l’uomo è riuscito ad adattare la natura alle proprie esigenze. La prima tappa, scendendo e ammirando con stupore l’aria generale, è stata la Casa Cava, nascosta, come tutte le altre abitazioni ormai adibite a teatri, ristorantini e musei.

Passeggiata a Matera - 10/06/2018
Ingresso alla Casa Cava

Michele, la nostra guida, ci ha raccontato la storia del sito: si tratta di un progetto di recupero del 1988 effettuato dall’Onyx Jazz Club, in sinergia con altre associazioni culturali, per poter realizzare la “Casa del Jazz“. Inizialmente questo complesso ipogeo nasce come un’antica cava di tufo a pozzo, ed è possibile, ancora oggi, notare i segni dove probabilmente venivano arroccate delle travi in legno per poggiare i letti, o le zone riservate agli animali d’allevamento che, com’era consuetudine dell’epoca, venivano stipati in casa, e non all’esterno, come avviene oggigiorno. Tra il XVII e il XVIII secolo le cave, a causa dell’aumento demografico, vennero destinate esclusivamente all’estrazione di materiali, o, come nello specifico caso del sito della Casa Cava, come vere e proprie come discariche.

Dopo il recupero del 2011 la cava a pozzo, per le sue peculiarità acustiche, venne destinata ad uso teatrale. Sono state realizzate delle sedute con impianti tecnologici avanzati per eliminare l’umidità eccessiva del sito. Il colore verde delle sedute, avrebbe richiamato quello della muffa che si era sviluppata negli anni sulle pareti della cava. Tuttavia, al fine di mantenere viva la storia nel cuore delle persone, si decise per alcune delle sedute di mantenere il colore giallo chiaro, richiamo al tufo giallo.

Un luogo suggestivo e rilassante dove il silenzio è padrone, diventato centro di cultura e di ritrovo per la città di Matera.

– IL PALAZZO DEGLI ABATI E I SASSI IN MINIATURA –

Continuando a inerpicarci lungo le meravigliose gradinate che attraversano e collegano l’intera superficie del Sasso Barisano, idratandoci il più possibile a causa del gran caldo sprigionato dalle pareti in tufo di cui si costituisce buona parte di quel sensazionale spettacolo architettonico, abbiamo scorto delle suggestive chiese rupestri e il Palazzo degli Abati del 1756, per poi raggiungere un negozietto di souvenir molto speciale, posto di fronte una delle strade di percorrenza principale, Via Fiorentini.

Passeggiata a Matera - 10/06/2018

Entrando tra i vari oggetti non abbiamo potuto fare a meno di notare una straordinaria ed accuratissima riproduzione del sito stesso, battezzata col nome di Sassi in Miniatura, realizzata da Eustachio Rizzi, padre del commerciante che abbiamo conosciuto all’interno del negozio, nel Maggio 1966.

Noi ne consigliamo sicuramente la visione, anche perché raggiungere il bazar è davvero molto semplice. Tuttavia, non abbiamo particolarmente apprezzato la tassa che il negoziante richiede perché si possa fotografare l’opera.

Ad ogni modo, tra i tanti, abbiamo acquistato una mattonella in tufo bianco rappresentativa dei Sassi.

– L’ARRIVO A VIA DOMENICO RIDOLA –

Nel proseguire la nostra scalata, finalmente, di fronte a noi, si aprì Piazza del Sedile, che ci ha condotti all’adiacente Piazza San Francesco, con l’omonima chiesa di San Francesco d’Assisi, d’origine barocca. Essa ospita nella facciata tre statue: l’Immacolata, San Francesco e Sant’Antonio.

Passeggiata a Matera - 10/06/2018

Di particolare magnificenza e sontuosità è l’edificio che ospita attualmente il Conservatorio Statale di Musica di Matera, dedicato a Egidio Romualdo Duni, compositore materano vissuto fra il 1708 e il 1775, allievo di Francesco Durante, passato al servizio della corte filo-francese di don Filippo di Borbone e divenuto, nel 1761, addirittura direttore del Théâtre italien de Paris, conosciuto anche come Comèdie Italienne.

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Il Conservatorio Statale di Musica ‘Egidio Romualdo Duni’

Proseguendo, ancora, la Chiesa del Purgatorio, in stile barocco, costruita tra il 1725 ed il 1747. La facciata presenta raffigurazioni riguardanti la morte e la redenzione: angeli nella parte superiore e teschi nel portale in legno. L’interno, a croce greca, ospitava una mostra intitolata: “Madonne che profumano d’incenso“. Di particolare interesse è la controfacciata, su cui si staglia uno dei meglio conservati esemplari di organo a canne fabbricato da Leonardo Carelli nel 1755.

– SASSO CAVEOSO: CHIESA S. MARIA DE IDRIS – CHIESA DI S. PIETRO e S. PAOLO –

Per ritemprarci dalla lunga ed estenuante passeggiata, decidemmo, prima di proseguire verso il Sasso Caveoso, di fermarci a gustare qualcosa di fresco. Tra le molte offerte, scegliemmo il laboratorio di gelateria artigianaleI Vizi degli Angeli“, in Via Domenico Ridola, 36, che offre una vasta gamma di prodotti tra cui: gelati, sorbetti e granite dagli infiniti e peculiari gusti.

Passeggiata a Matera - 10/06/2018

Una volta gustati i nostri gelati, ci dirigemmo verso una chiesa scavata nella roccia: la chiesa di Santa Maria di Idris. È situata nella parte alta del Monterrone, che offre un panorama incomparabile. Ci si arriva grazie una rampa di scale vicina alla chiesa stessa. Il nome Idris deriva dal greco “odigitria“, colei che mostra la via, oppure dall’acqua che sgorgava da quella roccia. Risale al XIV – XV secolo e comprende anche l’antica cripta dedicata a San Giovanni in Monterrone.

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Sul fondo: Chiesa di Santa Maria de Idris

In basso, la chiesa di San Pietro e San Paolo, che abbiamo potuto visitare solo dall’esterno. Risale alla fine del XIII primi anni del XIV secondo, mentre la prima costruzione risale al 1219. La facciata è prettamente barocca; le nicchie contengono le statue a destra di S.Paolo, a sinistra si S.Pietro e al centro la madonna della Misericordia, simbolo della Chiesa Universale. Nel XVII secolo la chiesa venne totalmente ristrutturata, con la facciata attuale e la costruzione della torre campanaria, mentre l’interno venne ingrandito con le cappelle laterali e sostituita una volta in tufo al posto dell’originario soffitto ligneo a capriate.

Dal Sasso Caveoso è possibile scorgere, in lontananza, il celeberrimo Cimitero Barbarico, ubicato in Rione Malve, collegato al sasso da un ponticello che si estende al di sopra del torrente Gravina di Matera, anche noto agli abitanti del posto solo col nome di Gravina.

Passeggiata a Matera - 10/06/2018
Ponte sul Gravina di Matera

Il cimitero risale all’epoca longobarda e presenta al suo interno delle fosse sepolcrali davvero molto interessanti, che si distinguono per la caratteristica risega, una serie di indentazioni che occorrevano ad una più stabile poggiatura della lastra superficiale. All’interno del sito è stato poi riesumato un sito addirittura risalente all’età del bronzo, con ancora resti dei pali su cui venivano sorrette le capanne e, naturalmente, dei resti umani.

Passeggiata a Matera - 10/06/2018

Cimitero barbarico di Malve

– IL RITORNO A CASA. MA PRIMA… –

Prima di raggiungere la nostra auto, per poter poi ritornare, a malincuore, a casa, ci siamo incamminati nuovamente verso via Domenico Ridola, nella speranza di poter addentare qualcosa che ci fornisse le energie necessarie per un ritorno indolore. Fra le varie offerte disponibili, optammo per un piccolo locale dal nome piuttosto pittoresco e con un che di nostalgico, 5Lire, il cui impressum è quello di fondere lo street food alla cucina gourmet, e che propone al suo pubblico un qualcosa di cui noi eravamo totalmente all’oscuro: la pinsa. Un fragrante lievitato, fatto con farine di cereali che lo rendono altamente digeribile, e con delle farciture davvero ispirate e inusitate.

Noi ci siamo lasciati conquistare da ben tre farciture: crema di piselli, melanzane e zucchine grigliate; patate arrosto, crema di pesto alla genovese, stracciata di bufala, pinoli e provola affumicata; salsa rosa, gamberetti, zucchine grigliate e mayo. Davvero deliziose.

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Uscendo dai Sassi siamo giunti a piazza Vittorio Veneto, dove, probabilmente, dato l’allestimento, si era tenuta, o stava tenendosi, la festa del Santo Patrono.

Da qui, abbiamo attraversato il corso con i suoi vari negozietti per raggiungere, dopo questa lunga, stancante, ma entusiasmante giornata, l’auto.

Ed è così che il nostro viaggio a Matera si conclude.

Speriamo che, nel leggere le farneticazioni di questi due loschi individui, abbiate potuto ripercorrere questi splendidi sentieri, anche solo attraverso la vostra immaginazione. Il nostro invito, naturalmente, è sempre quello di imbracciare i vostri zaini e partire, continuando a muovervi fin dove il cuore decide che è proprio lì che dovrete fermarvi… e chissà, magari potrebbe suggerirvi proprio di sfiorare con le vostre mani le asperità di questo incredibile scenario, di respirarne l’aria, di assaporarne la vita, perché è questo l’unico modo in cui è possibile dire di essere realmente parte di questo vasto mondo.

Un abbraccio da Gaetano e Teresa di:

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