La fontana dei quattro delfini (Fountain des quatre dauphins) - Aix-en-Provence

Passeggiata ad Aix-en-Provence – 27 Ottobre 2018


E’ una giornata fredda e uggiosa, qui a Marsiglia. Il risveglio è lento, graduale, rilassato: è ancora buio, ma sono già le 08:00.

Vero: è scattata l’ora solare!

Gaetano

Una volta terminate le operazioni preliminari (sosta bagno ->lavabo), ci rechiamo al ponte ‘9’ per consumare la nostra colazione, composta da latte, yogurt, cinnamon rolls, e ‘VIVIN C‘.

Si il raffreddore non ci da ancora tregua

Teresa

Tornati in cabina, procediamo con la quotidiana toelettatura e, dopo di ciò, ci rechiamo al teatro Bel Amì dove ci dirottano al ponte ‘0’, da cui imbocchiamo il boccaporto per la nostra trionfale discesa al porto di Marsiglia. Da qui, ci spostiamo lungo la banchina, dirigendoci al Pala Crociere per salire sul tranfer che ci avrebbe accompagnati ad Aix-en-Provence.

Fa freddo.

Ci sigilliamo nelle nostre felpe e recuperiamo gli ombrelli dai nostri zaini. Un fronte atmosferico dall’aspetto non particolarmente promettente si avvicina da ovest, ma per adesso non sembra ancora costituire una seria minaccia.

Arriviamo ad Aix a bordo del bus n°7 alle 10:00. Il tempo, per adesso, sembra ancora mantenere. Stabilito il punto di recupero all’Hotel du Roi René al 24 Boulevard du Roi René alle ore 12:30, ci barcameniamo per Rue 4 Semptembre, seguendo la segnaletica per Cours Mirabeau, il corso principale di Aix-en-Provence. Ad un certo punto della sua lunghezza, Rue 4 Septembre affluisce in Place des 4 Dauphins, l’antica Place Saint-Michel, nel quartier Mazarin, al cui centro si staglia la Fontaine des quatre dauphins, la fontana dei quattro delfini, realizzata nel 1667 da Jean-Claude Rambot e circondata, ai quattro lati, da ben quattro marroniers d’Inde, quattro immensi ippocastani che vanno a completare questa ossimorica seppur incantevole installazione urbana, che mesce pietra, terra e mare.

Fontaine des quatre dauphins - Place des quatre dauphins (Aix-en-Provence)
Fontaine des quatre dauphins – Place des quatre dauphins (Aix-en-Provence)

Arriviamo su Cours Mirabeau piuttosto agevolmente e decidiamo di concederci un caffè presso il Cafè du Roi Renè, al 59 di Cours Mirabeau: tanto buono, quanto piuttosto costosetto: €1,80 cad. senza troppi complimenti. Dal cielo comincia a cadere qualche goccia, per cui, una volta contemplato il meraviglioso monumento dedicato a Roi Renè, morto ad Aix-en-Provence il 10 Luglio 1480, che ritrae l’antico sovrano con uno scettro nella mano destra, e un grappolo d’uva moscata nella sinistra, realizzata nel 1822 a Parigi da David d’Angers, ci intrufoliamo rapidamente nel centro storico alla ricerca del mercato alimentare all’aperto.


Le Monument au roi René – Aix-en-Provence (FR)

Dopo aver sbagliato strada per ben due volte, localizziamo, finalmente, la Patisserie Wiebel, che affaccia su Place des Prêcheurs , dove, appunto, si svolge il mercato. non credo sia possibile descrivere efficacemente e nel solo spazio di un articolo le mirabilia (perché di meraviglie si tratta: non sappiamo di cos’altro si possa trattare se non di meraviglie: abbiamo già detto che è una meraviglia?) gastronomiche esposte su quelle panche, su quei banconi, su quei carrelli, da lasciare attoniti per i colori, vibranti e inusitati (se pensate di aver visto mai nella vostra vita delle forme di formaggio totalmente blu, o rosse, o gialle o verdi beh, vi prego diteci dove le avete viste: vi andremo di corsa!), gli intensi aromi di quegli straordinari formaggi variopinti, che vanno poi a mescolarsi sapientemente con quelli del pane appena sfornato e delle fougasse (le fougasse d’olive: puro piacere palatale), a cui poi supplisce l’odore di fragranti brioche a cui proprio non riusciamo a resistere: per cui ne compriamo due: una semplice ed una con gocce di cioccolato. Sapeste… che brioche sontuose, dolci, fragranti, soffici e calde.

Mirable!

Gaetano e Teresa
Brioche con gocce di cioccolato

Dal mercato alimentare, ci spostiamo al mercato dei fiori, all’ombra della Torre dei Difensori della Patria, in Place de l’Hotel de Ville, non senza però fermarci a profondere pensieri libidinosi nei riguardi dell’esposizione della Boulangerie Paul, altro caposaldo della tradizione panificatoria di Aix, che noi vi consigliamo caldamente di visitare, non solo per poter gioire anche voi delle amenità esposte in quella vetrina (o, nei giorni più tersi, al di fuori dei locali della panetteria), ma anche e soprattutto per la qualità e per il prezzo dei prodotti offerti; ad esempio: €5,00 per due brioche semplici; €6,00 per due brioche con cioccolato o uvetta. Sappiamo già cosa starete dicendo: è un prezzo più che giusto, commisurato, per due brioche. Beh: non se sono due brioche della grandezza di un pallone regolamentare da football americano, però.

I francesi nutrono una passione viscerale per i mercati all’aperto: neanche la promessa di una imminente tempesta riesce a scoraggiarli dal recarvisi per compiere i loro acquisti. Una costanza ammirevole.

Gaetano e Teresa
Il mercato dei fiori a Place de l’Hotel de Ville

Compiuta la nostra passeggiata al mercato dei fiori in Place de l’Hotel de Ville, sostiamo presso la Patisserie ‘Christophe Madeleine’, dove, così come ci suggerisce lo stesso nome, abbiamo acquistato delle squisite madeleine, un prodotto della pasticceria tipica francese, a forma di conchiglia, dal marcato sapore di burro leggermente agrumato, originati di Commercy, nel nord-est della Francia, divenute famose per il racconto di Marcel Proust A la recherche du temps perdu‘, ‘Alla ricerca del tempo perduto‘, pubblicato in sette volumi fra il 1913 e il 1927. Chiaramente, anche questa sosta dovrà necessariamente rientrare all’interno del vostro itinerario, qualora vi rechiate ad Aix-en-Provence. Divine, morbide, dal notevole peso specifico ma dal sapore delicato e persistente, cremoso, un piccolo miracolo gastronomico nello spazio di un paio di morsi…

… ebbene si: sono molto più grandi di quelle a cui siamo abituati qui in Italia

Gaetano e Teresa

Da qui ci spostiamo a Rue Gaston de Saportà per acquistare un altro prodotto tipico di questa meravigliosa terra: i calissons. Dolci molto simili nella forma ai nostri ricciarelli, di color giallo ocra, composti esclusivamente di pasta di mandorle e melone candito, ricoperti da una croccante glassa allo zucchero a velo bianca. I nostri preferiti sono quelli della bottega Calisson du Roy Rene‘ che, per vostra immensa fortuna, ha uno store online da cui potrete acquistare i vostri calissons e farveli spedire direttamente alle vostre case. Qui in basso inseriremo un pulsante che vi collegherà direttamente allo store online. Noi abbiamo acquistato una confezione da 26 calissons, che abbiamo pagato €20,00: costosetti, è vero, considerando la loro dimensione – circa 5 cm – ma davvero particolari e indicati agli amanti dei dolci dalla consistenza semi-tenace e dal sapore riccamente fruttato e liquoroso.


Il tempo comincia ad inasprirsi, e ricomincia quel leggero stillamento malinconico che ci aveva accolti qualche ora prima: Siamo costretti a ricorrere ai nostri cappucci – la pioggia era così fine da non costringerci a ricorrere agli ombrelli -. Investiamo quel poco tempo rimasto a nostra disposizione visitando la Cathedrale Saint-Sauveur, la Parrocchia del Santo Salvatore, un maestoso ed imponente edificio costruito, nella sua parte romanica, tra l’XI e il XIII secolo; mentre, nella sua parte gotica nel XVI secolo, sulle spoglie di una chiesa distrutta dalle invasioni saracene.

Illustrazione delle statue dalla nostra agenda di viaggio
Illustrazione delle statue dalla nostra agenda di viaggio

La Cattedrale si compone di tre splendide navate, di cui, quella di destra, ospita la primitiva chiesa romanica: nei pennacchi della sua cupola sono presenti quattro sculture del XII secolo che raffigurano, in maniera allegorica, i quattro evangelisti (la Sacra Quadriga): Matteo ,l’uomo; Giovanni, l’aquila; Luca, il bue e Marco, il leone. Da questa navata si accede al Battistero, coronato con tiburio nel 1579 da Jean de Leone e con vasca di epoca merovingia; sotto le lastre del pavimento sono sepolti canonici ed arcivescovi.

Facciata della Parrocchia del Santo Salvatore
Facciata della Cattedrale del Santo Salvatore

Percorrendo la navata centrale della cattedrale, se si alza lo sguardo al di sopra del primo blocco di sedute, ai cui lati si sviluppano due splendidi cori lignei, si possono scorgere le mostre di uno splendido organo a canne alla francese, di colore verde e oro, con la classica forma a nicchia e canneti triangolari che si alternano a canneti tondeggianti, posizionato lì nel 1750, in sostituzione di un organo più piccolo che era lì dal 1612. In fondo al braccio sinistro del transetto, nella Cappella di San Lazzaro, v’è uno splendido dipinto noto come il Trittico del Rovereto Ardente, realizzato dal pittore avignonese Nicolas Froment nel 1476.

Una volta lasciata la cattedrale, ci accorgiamo dell’ora piuttosto tarda, per cui ci apprestiamo ad acquistare del profumatissimo sapone di Marsiglia presso ‘Le Savonneries du Soleil‘ da donare a noi stessi e ai nostri cari, pagando €10.00 per ben cinque panetti da 125gr, e altri €10.00 per dell’altro sapone modellato in sfere ed altre forme particolari. L’aroma di cui era intrisa quella bottega era dolce, intenso, speziato, frastornante, a causa della commistione delle centinaia di fragranze che grondavano dai saponi.

Soddisfatti del nostro acquisto decidiamo, in extremis, di recarci presso una bottega che visitammo già nel 2016, dove comprammo del cioccolato squisito, aromatizzato al sale marino, al caramello salato, alla menta e… insomma: ‘Le Comptoir du Mathilde‘, che, sfortunatamente, non riusciamo a trovare da nessuna parte. Credo che abbiamo attraversato Aix in lungo e in largo una cosa come quindici volte, prima di scoprire che la bottega aveva chiuso i battenti nel 2017.

A malincuore e con le felpe madide di quella pioggia che stava cominciando a venire giù sempre più fitta e corposa, torniamo all’Hotel de Roy Renè, salutando un ultima volta questa cittadina che è sempre incantevole, cordiale, accogliente, sincera e… deliziosa.

Visitate Aix-en-Provence: non ne rimarrete delusi.

Oh, prima di salutarci: Aix è famosa per i suoi hotels (più di 100) e per le sue fontane (non a caso è chiamata città delle mille fontane). Quindi: se vi dovesse mai capitare di recarvici (e speriamo di si), pensate bene di organizzare un tour guidato per la città per carprirne i segreti e, naturalmente, i connotati storici che han fatto di Aix capitale e sede del parlamento di Provenza fino agli anni della Rivoluzione Francese.

Un saluto da Gaetano e Teresa di:

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