Trekking sul Sentiero degli Dei superiore – Bomerano di Agerola (NA) – 25 Maggio 2019


Questo Sabato appena trascorso si è rivelato per quello che si era prefissato d’essere: un giorno inconsueto. E non ci riferiamo, soltanto, alle altrettanto particolari e cangianti condizioni meteorologiche, che ci hanno costretti a vestirci e a svestirci più volte degli strati di cui sei fondamentalmente costretto a palliarti in questi periodi di transizione stagionale, ma anche – e soprattutto – per gli avvenimenti accaduti nel corso del suo non esattamente placido decorrere.

Qualche giorno prima, avevamo deciso di trascorrerne il pomeriggio affrontando nuovamente il Sentiero degli dei. Per cui, abbiamo inoltrato il nostro invito ad alcuni amici perché potessero unirsi a noi in questa nuova avventura sul tracciato montano che da Bomerano, una frazione di Agerola, comune in provincia di Napoli, conduce a Positano, estremo Nord della Costa di Salerno e della Costiera Amalfitana, fiduciosi comunque del fatto che la pioggia, secondo quanto stabilito dalle previsioni meteorologiche, ci avrebbe concesso una tregua almeno per quella giornata. O almeno, questo era quello che fummo indotti a credere da delle previsioni consultate troppo presto e troppo superficialmente.

In pochi hanno risposto al nostro invito, a causa, purtroppo, di condizioni psicofisiche non esattamente adeguate alla serena percorrenza di questo impervio sentiero; per cui, si è unito ai nostri ranghi soltanto il buon Francesco, che già ci aveva accompagnati nel corso della nostra ultima traversata.

Giunti al Venerdì, decidiamo di consultare nuovamente le previsioni meteo, scoprendo, tristemente, che il sabato appena successivo non sarebbe stata la giornata luminosa promessa appena qualche giorno prima: bensì una giornata fresca, nuvolosa e, sfortunatamente, anche piovosa. Credo possiate immaginare il nostro stato d’animo nell’aver appreso che i nostri programmi sarebbero stati lavati via dalla pioggia senza che non avremmo potuto fare un bel che niente in merito.

Ma, un’epifania inaspettata ci ha subito rinnovati nello spirito, in quanto la pioggia non sarebbe arrivata prima delle 23:00. Per cui, decidiamo comunque di partire per questa spedizione di cui avevamo già pregustato gli esiti sul nostro morale di esploratori quand’ancora si discuteva su quale delle due diramazioni percorrere: se quella superiore o quella inferiore.

Allerta spoiler: abbiamo optato per quella superiore.

Gaetano e Teresa

La sera del Venerdì abbiamo definito gli ultimi dettagli e ci diamo appuntamento per le 16:00 del pomeriggio successivo.

Giunti al Sabato, possiamo infelicemente constatare che, nonostante la pioggia fosse prevista per la sera, il cielo era comunque piuttosto coperto e l’aria ferma non faceva altro che annunciare l’arrivo imminente della pioggia. Ma, fortunatamente per noi – afa insopportabile a parte – questa non si sarebbe palesata se non intorno alle 20:30 della sera. Ma torniamo al momento della nostra partenza, ritardata a causa del fatto che il padre di Gaetano lo aveva lasciato con solo le chiavi di casa e dell’auto, portando con se anche le chiavi del garage, dove l’auto sarebbe, poi, effettivamente rimasta in quanto siamo poi partiti a bordo di quella di Francesco.

Saliti a bordo dell’auto, ci accorgiamo subito, da quei deliziosi agglomerati acquosi riunitisi sul parabrezza, che le prime gocce di pioggia hanno già cominciato a riversarsi su di noi, quasi nell’esatto momento in cui abbiamo girato la chiave nel quadro per avviare il motore e partire. Non vi attribuiamo troppa importanza, certi del fatto che, arrivati a Bomerano, ad accoglierci ci sarebbe stato un cielo sì nuvoloso, ma esente da pioggia.

Il viaggio prosegue tranquillamente, fatta eccezione per la guida piuttosto spericolata del nostro Francesco, che, più volte, ci ha costretti a fare presa sui braccioli dei nostri sedili.

Arriviamo a Bomerano (NA) intorno alle 17:15, riuscendo persino a posteggiare l’auto presso il parcheggio gratuito di Pianillo (NA), da cui raggiungiamo a piedi il centro di Bomerano, dal quale si diramano tutte le propaggini naturalistiche e paesaggistiche appartenenti al circuito Sui sentieri degli dei‘.

Ecco un elenco dei numerosi sentieri naturalistici e paesaggistici che è possibile intraprendere partendo dal centro di Bomerano (NA)
Ecco un elenco dei numerosi sentieri naturalistici e paesaggistici che è possibile intraprendere partendo dal centro di Bomerano (NA)

Inizialmente scegliamo di percorrere il Circuito Tre Calli, ma, non riuscendo ad orientarci bene con le informazioni forniteci dal pannello, decidiamo di percorrere nuovamente il sentiero tradizionale – quello che da Bomerano porta a Nocelle, frazione di Positano (SA) -: ma, per questa volta, ne avremmo percorso la propaggine superiore.

Zaino in spalla, ci apprestiamo a discendere la scalinata che conduce dal centro ad una nuova biforcazione, dalla quale, scegliendo il sentiero di sinistra, il Sentiero Pennino, è possibile raggiungere a piedi le Grotte di Santa Barbara e i ruderi della Chiesa di Santa Barbara; mentre, andando a destra, si prosegue per il Sentiero degli dei.

Pannello del Sentiero Pennino
Pannello esplicativo del Sentiero Pennino – Bomerano (NA)

Ci inerpichiamo per la scala di legno che è possibile anche intravedere nella foto appena qui sopra, e ci immettiamo sulla lingua d’asfalto che conduce all’ingresso del Sentiero, segnalato da una maestosa targa litica che recita:

Benvenuti sul Sentiero degli dei

Imbocchiamo il sentiero, la cui prima parte consiste in una scalinata dagli ampi gradini che conduca ad una piccola insenatura scavata sul fianco della montagna, dove, in quel momento, pascolava gaio un gregge di capre sorvegliato da degli imponenti pastori maremmani, ai cui dolci musetti non abbiamo proprio saputo resistere.

Vogliamo rivelarvi un segreto: amano l’obiettivo e l’obiettivo ama loro.

Gaetano e Teresa

Superata l’insenatura, è la volta di un tratto sterrato che culmina su di una terrazza, la cui parte sinistra è delimitata da una formazione rocciosa verticale sulla cui sommità è stata affissa una nuova targa litica – questa molto più piccola rispetto a quella dell’ingresso del sentiero – , di cui però, non riusciamo a leggere il contenuto testuale. Da questa terrazza, è possibile effettuare qualche scatto suggestivo sull’ampia gola che si estende al di sotto di essa, sorvegliata da questa alta torre di roccia frastagliata.

Da qui, giungiamo ad un nuovo bivio, questa volta segnalato da una targa in legno affissa su di un palo che lasciava intendere che la direzione da intraprendere per tornare a Bomerano fosse quella da cui noi eravamo appena giunti. Alla nostra destra, sulla terrazza che costeggia il sentiero, giganteggia una grande e fatiscente costruzione in pietra, una cascina, che viene oggi utilizzata dai pastori locali e dai mandriani come riparo per se stessi e per le proprie bestie nei giorni di pioggia.

Proprio in quel momento, veniamo raggiunti da un uomo taciturno, che veniva alla diramazione sinistra del sentiero – quella che condurrebbe a Praiano e a Nocelle – con al seguito due imponenti cavalli: due bai, uno grigio e uno fulvo, dall’aspetto piuttosto vissuto e malconcio, che andranno a ripararsi proprio nei locali della cascina abbandonata, speranzosi di poter presto riprendere il proprio mesto e silente incedere verso quello che più tardi avremmo scoperto essere il loro approdo sicuro nella nebbia.

Siamo di nuovo soli: sola compagnia quella della montagna e il lontano echeggiare del gregge di caprette che avevamo da poco lasciato alle nostre spalle. Giungiamo alla biforcazione da cui poco prima era apparso quel curioso terzetto e, anziché scegliere la diramazione dal quale proveniva, scegliamo la diramazione che avrebbe condotto al sentiero superiore, che imbocchiamo rigonfi della stessa bramosia che s’avverte quando, per il molto appetito, si affondando le fauci in un sontuoso e fragrante fusello di pollo grigliato accompagnato da un tegame di croccanti e dorate patate al forno e del pane caldo appena sfornato, senza neanche, però, riuscire percepirne il sapore per via della frettolosa e scomposta deglutizione che segue una masticazione altrettanto sconnessa e per giunta, quasi inesistente.

Ci inerpichiamo velocemente su per il declivio che costeggia il lato posteriore della cascina e ci inoltriamo nel fitto della boscaglia, confortati dal fatto che la pioggia avesse intorpidito gli insetti che altrimenti avrebbero senza dubbio reso il nostro vagabondaggio meno entusiasmante e sicuramente poco rispettoso nei confronti delle aspettative che avevamo faticosamente costruito sino a pochi istanti prima. Il battuto era quasi interamente sommerso dalle felci, dall’alloro, dal rosmarino e dalla salvia selvatici, con qui e lì, ad interrompere la monocromia verdeggiante del paesaggio, qualche cespuglio di cineraria marittima, a cui tenevano compagnia fresie e violette di montagna.

Giungiamo presto nei pressi di una piccola protrusione calcarea, dove decidiamo di concederci qualche minuto per riposare un pò e magari bere un sorso d’acqua per dar sollievo alle nostre gole vessate dall’arsura causata da un respiro affannoso che altro beneficio non ha apportato se non quello di ingurgitare una quantità sovrabbondante d’aria fredda. E’ stato magnifico ed inquietante potersi concedere, inoltre, il privilegio di poter osservare la baia di Positano dal punto di vista di un giocoliere che si destreggia su di una corda issata a molti metri dal suolo, in quanto, praticamente, sospesa nel vuoto.

Eppure, sedersi sulle sue spigolose orlature, non ha donato noi meno conforto di quando, nelle fredde serate invernali, concediamo riposo alle membra spossate dal freddo alla pallida luce di un fuoco accuratamente governato. Un’insperata sensazione di accomodante e carezzevole familiarità che mai ci saremmo aspettati dal sederci, insieme, ad osservare il vuoto che sotto di noi assumeva le forme delle più verdi colline e del più azzurro mare.

Gaetano e Teresa

La nostra sosta dura ben più del dovuto, quindi ci affrettiamo a rimettere insieme la nostra attrezzatura e ci incamminiamo, sempre sospinti dal desiderio di scoprire cosa si sarebbe celato oltre l’ennesimo declivio o aldilà dell’ennesima svolta che andava a eclissarsi, per gioco prospettico, abbracciando il fianco della montagna.

E, proprio appena oltre una di queste, si dispiega dinanzi a noi un piccolo bacino sormontato da due terrazze concepite ad uso compensativo, troppo alte da scalare verticalmente: per cui decidiamo di aggirarle. Ma non senza prima far accomodare Teresa su una di queste, dalla quale sporgono dei fiori novelli di lillà, e concederle del qualche scatto più ricercato.

Proseguiamo ancora col nostro cammino, giungendo presto su di una porzione di sentiero che sembrava essere uscita direttamente dal set della Contea del lungometraggio: ‘Il Signore degli Anelli – La compagnia dell’anello‘, e ci riferiamo alla scena in cui Gandalf attraversa, a bordo del suo calesse, in compagnia di Frodo, il piccolo ponte che da Lungacque conduce ad Hobbiville, con tanto di campo medio che va allargandosi sempre di più e aprendosi alla meraviglia di uno degli scenari più belli mai realizzati per un lungometraggio.

Grazie Peter. Grazie di vero cuore.

Gaetano e Teresa

Questa porzioncina di sentiero costeggiava una nuova cascina abbandonata che ci attrae a se come il dolce polline fa con le api. Per cui, seppure in maniera sbrigativa, decidiamo di esplorarla dall’esterno, indugiando un pò di tempo in più al di sotto del portico che si apriva alle sue spalle, per poi sgattaiolare di nuovo fuori con fare felino e ritornare sui nostri passi.

Dopo di ciò, una visione piuttosto sconcertante ha accompagnato per circa una cinquantina di metri il nostro solitario e non esattamente imperturbato peregrinare: sebbene nuova vegetazione avesse già preso il suo posto, numerosi arbusti bruciati stilettavano fuori del terreno costeggiando entrambi i lati del sentiero, creando un ossimoro percettivo piuttosto accentuato che ci ha ispirati a interrogarci su cosa, o chi mai avrebbe potuto causare quel piccolo incendio.

Ad ogni modo, poco più avanti, raggiunto un altro piccolo largo che volge ad una ancora lontana Positano, decidiamo di concederci una nuova pausa, consumando al volo dei panini che il nostro buon amico Frank aveva appositamente confezionato per questa nostra spedizione. Una volta rifocillatici, vista l’ora piuttosto tarda e la meta ancora distante, decidiamo di tornare indietro, sperando di rientrare a Bomerano prima che facesse completamente buio.

Il nostro rientro non si è rivelato per nulla semplice: pioggia, vento e un inquietante silenzio avevano deciso di accompagnarci per la sua intera durata, per cui siamo stati costretti ad indossare i nostri capi pesanti e ad accelerare la nostra andatura, cosa che ci ha garantito una sudata piuttosto copiosa. Riusciamo a tornare a Bomerano in circa mezzora, che è un tempo di tutto rispetto se consideriamo che all’andata abbiamo impiegato circa due ore e mezza (pause incluse), per arrivare al punto del nostro dietrofront.

Troviamo rifugio in un bar – l’unico rimasto ancora aperto, nonostante fossero appena le 21:00 – dove acquistiamo una bevanda all’aloe al modestissimo prezzo di €4,00 (un salasso) per poter usufruire dei servizi. Indossati degli abiti asciutti, torniamo al parcheggio dove qualche ora prima avevamo lasciato l’auto, e dove ora avremmo consumato un altro panino e, stanchi come mai prima d’ora, saliamo a bordo e salutiamo un’ultima volta, con la dovuta riverenza, la montagna e le sue creature.


Grazie infinite per essere arrivato sino a qui, alla fine di questa nostra avventura, e di nuovo benvenuto nella rubrica: ‘Un diario dal mondo‘. Speriamo possiamo nuovamente incrociare il tuo cammino nel corso dei nostri viaggi e delle nostre avventure.

Un abbraccio da Gaetano e Teresa di:

Segui le nostre avventure sui nostri profili social Facebook e Instagram e sul nostro canale Youtube, e soprattutto, condividile con i tuoi amici: perché non v’è scopo più alto del viaggio che la condivisione.

Oh, quasi dimenticavamo, a proposito di Sentiero degli dei: guarda il nostro ultimo video sulla nostra esperienza sul sentiero inferiore. Troverai il link proprio qui di seguito. A presto!

Il sentiero degli dei – Bomerano di Agerola (NA) – 25 Aprile 2019

5 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: