Il Mercoledì delle Ceneri: aneddoti e curiosità sul giorno scuro


Bentrovati, cari amici, in questo nuovo appuntamento con la rubrica ‘Blog al cucchiaio‘, la sola e unica rubrica in grado di soddisfare qualsivoglia curiosità possa la vostra mente suggerirvi quando, romita, naviga per le torbide e stagnanti acque dell’inoperosità e della noia.

Sì… certo… vai tranquillo zio, che nessuno proprio scrive di queste cose, sul web…

Sai che sei un grattacapo senza fine, te?! Una volta tanto che avremmo voluto darci un tono. Tsk, ma pensa te…

Pubblico difficile a parte, oggi, Mercoledì 17 Febbraio 2021, ricorrono le celebrazioni del Giorno delle Ceneri, anche conosciuto come Mercoledì delle Ceneri – o, più semplicemente: le Ceneri – le quali danno inizio, ufficialmente, al periodo della Quaresima, impiegato dagli individui di religione cristiana e cattolica per prepararsi all’avvento della Santa Pasqua, attraverso lo svolgimento di alcune, semplici pratiche arbitrarie come il digiuno ecclesiastico (estromissione della carne dalla dieta in giorni prestabiliti: il venerdì, ad esempio), la preghiera e l’esercizio della carità.


L’imposizione delle ceneri

Il giorno delle ceneri nel rito romano e l’origine del ‘martedì grasso’

In questo giorno (che nel rito romano ricade sempre il mercoledì della settima settimana prima della Pasqua), è possibile assistere, nel corso delle normali celebrazioni eucaristiche di matrice cristiana e cattolica, al suggestivo rito dell’imposizione delle ceneri, che consiste nell’aspersione, per mano del celebrante, sul capo del penitente, delle ceneri prodotte dalla combustione dei rami di ulivo riuniti nel corso della Domenica delle Palme dell’anno precedente, perché servano a quest’ultimo da monito circa la fragilità della vita terrena e la necessità di riconciliarsi con Dio attraverso l’esercizio pedissequo della preghiera e della carità, verso il prossimo e verso se stesso. Durante l’aspersione delle ceneri, che avviene disegnando letteralmente il simbolo della croce sulla fronte del penitente, il celebrante ripete una a scelta fra queste due locuzioni fraseologiche:

Memento, homo, quia pulves es, et in pulverem reverteris – Ricorda uomo, che polvere sei, e polvere ritornerai

Genesi – 3,19

Oppure:

Pænitemini, et credite Evangelio – Convertiti e credi al Vangelo

Marco – 1,15

La seconda locuzione, certamente meno esiziale della prima, fa riferimento all’inizio della predicazione di Gesù e venne introdotta nel corso del Concilio Vaticano II in luogo della riforma della liturgia e inserita, poi, nel Messale Romano di Paolo VI. Per via del fatto che, in questo giorno, al penitente era richiesto di osservare quelle pratiche di cui vi abbiamo parlato pocanzi, questi, il martedì precedente il mercoledì delle ceneri, era solito indulgere in sontuosi banchetti prima che il periodo quaresimale gli imponesse di fare altrimenti.

Photo by Mat Brown on Pexels.com

Eccovi, dunque, spiegata l’origine della locuzione ‘martedì grasso’ e delle tradizioni che hanno luogo in occasione della chiusura dei festeggiamenti del Carnevale.


Leggi il nostro articolo sulle origini del Carnevale

Carnevale: origini e tradizioni della festa dai mille volti


Sapevi che alle origini del Carnevale vi erano delle particolari celebrazioni in cui l’ordine sociale veniva completamente sovvertito e ci si dava alla pazza gioia con danze, balli e… orge?


Il giorno delle ceneri nel rito ambrosiano

Sebbene non vi siano sostanziali divergenze fra il modus celebrandi del rito romano e il rito ambrosiano, le uniche realmente evidenti consistono, semplicemente, nel giorno in cui le celebrazioni del giorno delle ceneri avvengono. Se è vero, infatti, che per il rito romano questo ricade sempre il mercoledì della settima settimana che precede il triduo pasquale, nel rito ambrosiano il giorno delle ceneri ricade la domenica successiva al mercoledì del rito romano, ricadendo, talvolta, persino al lunedì successivo. Per quello che riguarda il giorno del digiuno, questo ricade il venerdì della prima settimana di Quaresima.


La liturgia papale per il giorno delle ceneri

Dal XIII secolo, sino agli inizi del XVIII, l’imposizione delle ceneri sul capo del sommo pontefice, che avveniva esclusivamente per opera del cardinale protovescovo ed entro le mura della basilica di Sant’Anastasia in Palatino è stata silenziosa; vale a dire che, nel corso del rituale, nessuna delle due locuzioni fraseologiche veniva recitata dal celebrante. Dalla basilica, prendeva piede, poi, la consueta processione penitenziale che saliva sin su alla prima stazione quaresimale in Santa Sabina, dove il pontefice era solito celebrare la sua messa stazionale e pronunciare la su omelia per il Mercoledì delle Ceneri. Tale pratica – quella della processione -, interrotta nel ‘700, venne reintrodotta solo nel corso del pontificato di Giovanni XXIII, che però volle che la processione principiasse non più dalla basilica di Sant’Anastasia, bensì dalla chiesa benedettina di Sant’Anselmo, in prossimità di Santa Sabina.

Interno della basilica di Sant’Anastasia in Palatino – Wikipedia

Tradizioni civili e folkloristiche per il giorno delle ceneri

Come per ogni buona ricorrenza religiosa che si rispetti, attorno ad essa si riunisce un nutrito corpus di tradizioni e usanze completamente o parzialmente avulse dal contesto ‘religioso’ dal quale traggono origine o, come abbiamo visto per la festa del Carnevale, al quale danno origine. Fra quelle che afferiscono al quadro delle celebrazioni del giorno delle ceneri, ci hanno colpito, ad esempio, i lunghi pellegrinaggi che gli abitanti di Sant’Anastasia, nel parco regionale del Vesuvio, compiono sulle pendici del Monte Somma al fine di dissetarsi con le limpide acque della fonte Olivella. O ancora, le celebrazioni del Carnevalone di Marino, talmente sovversive da richiedere un intervento diretto del governo fascista che ne soppresse, definitivamente, i festeggiamenti. E come dimenticare gli augusti cortei carnevaleschi di Barbagia di Olollai e intinghinzu del Mercoledì delle ceneri. Insomma, siamo sicuri che se ognuno di noi si mettesse alla ricerca di tutte le tradizioni in vigore per questo giorno, già solo esaminando le realtà più prossime al nostro luogo di nascita e provenienza, ne troveremmo di belle e piuttosto inusuali.


Detto ciò, noi vi salutiamo e vi diamo appuntamento al prossimo articolo. Un abbraccio dai vostri affezionatissimi Gaetano e Teresa di:

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