Origini e tradizioni della festa del papà


Bentrovati, carissimi amici di ‘A un cucchiaio dal mondo‘ e buona festa del papà a tutti voi!

Sebbene non possiamo dire di poter condividere, in prima persona, le gioie derivanti da questo giorno di festa in quanto non ancora genitori di un tenero frugoletto pronto a riversare su di noi tutto l’amore che prova nei nostri confronti sotto forma di rigurgitini o atteggiamenti indisponenti quando, già un pò più grandicello, cerca d’emanciparsi dalla patria potestà, quello con la festa del papà è un appuntamento che non manchiamo mai di celebrare.


Sebbene, anche quest’anno, i più recenti provvedimenti in materia di contenimento della diffusione della pandemia da Covid-19 potrebbero nuovamente mettere i bastoni fra le ruote fra noi e i nostri genitori i quali, attualmente, abitano in case diverse e anche piuttosto lontane dalla nostra, è nostra intenzione tenere viva la fiamma di tali celebrazioni parlandovi un pò delle origini di questa festa e di come noi siamo soliti trascorrerne gli augusti momenti quando…

Beh, dai su, sapete quando… ahah!

Gaetano e Teresa

L’origine della festa del papà

Nata sulla sporta di una sorta di principio di complementarietà con quella della mamma, la festa del papà è una ricorrenza civile diffusa in alcune parti del mondo e con essa si intende celebrare la figura del padre e, in senso esteso, la paternità. Le prime testimonianze riguardanti questa festa risalgono, pensate un pò, al 1908 quando, a Fairmont, nella West Virginia (USA), la chiesa metodista locale istruì un giorno di celebrazioni proprio in onore della figura paterna. Due anni più tardi, nel 1910, a Spokane, nello stato di Washington, la signora Sonora Smart Dodd, ispirata da un sermone ascoltato in occasione della festa della mamma un anno prima, nel 1909, s’adoperò anima e corpo affinché la festa del papà potesse essere ufficializzata e, indovinate un pò: ci riuscì! Oh, se ci riuscì! E per onorare tale vittoria, decise proprio di organizzarne una in onore del suo papà, veterano della guerra di secessione, nato nel mese di Giugno.

E’ per questo che nei paesi di tradizione anglosassone la festa del papà si festeggia, tradizionalmente la terza Domenica di Giugno.

Diversa è la storia nei paesi di tradizione cattolica, dove la festa del papà occorre nel giorno di San Giuseppe (19 Marzo), dichiarato santo patrono dei padri di famiglia e patrono della Chiesa Universale già nel 1878 dalla Chiesa Cattolica. Tanto più diversa in Russia, dove occorrono, ad esempio i festeggimenti in onore dei padri della patria; o ancora in Thailandia, dove la festa del papà coincide con le celebrazioni dedicate alla memoria di Rama IX, definito padre della nazione. Pensate che in Svizzera la festa del papà è considrata una vera e propria festività: eh sì, il giorno della festa del papà è segnato addirittura in rosso, sul calendario. In Scandinavia, poi, la festa del papà ricorre addirittura la seconda domenica di Novembre.

Oh, se volessimo celebrare la festa del papà ogniqualvolta il mondo stabilisce di celebrare la figura paterna, sarebbe sempre festa.

E’ esattamente questo il punto. Padri, madri, uomini, donne, giovani, meno giovani, in salute, non in salute, di diverso orientamento religioso, politico, sociale, sessuale, andrebbero celebrati ogni giorno, perché ogni giorno contribuiscono a rendere questo mondo un posto per cui valga la pena lottare, anche per le questioni più sciocche cui ci si possa appellare. Tanto più in questo delicato momento storico, dove lo spirito deve colmare quel divario che le carni non possono colmare, per colpa di un nemico che si può solo temere ma che non si può fisicamente contrastare o, per i meno animosi di noi, semplicemente evitare di incontrare per strada.

Ma veniamo a noi…

Come celebriamo la festa del papà? Beh, visto e considerato che la Svizzera, a differenza della signora Smart Dodd non si batte affinché la festa possa tramutarsi in una vera e propria festività, quando questo giorno non capita di domenica, lo trascorriamo semplicemente lavorando e, una volta finito, torniamo a casa e celebriamo il nostro papà con uno dei dolci più buoni e, credeteci sulla parola, sia benedetto colui che per primo pensò di farcire della pasta choux con della crema pasticcera (o anche con della crema chantilly all’italiana) e delle amarene sciroppate perché sono la cosa più buona che potreste mai assaggiare per il resto della vostra lunga, lunghissima vita: le zeppole di San Giuseppe.

A breve pubblicheremo la ricetta sul nostro feed Instagram 👇


E voi, come trascorrete questo giorno di festa? Scrivetecelo nella sezione commenti qui sotto 👇🏼


Noi vi salutiamo e vi diamo appuntamento al prossimo articolo. Un saluto dai vostri affezionatissimi Gaetano e Teresa di:

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