Tramonto sul Mediterraneo

Il bacino mediterraneo

– Una storia di viaggi, scoperte, commercio, migrazioni e trasformazioni –

Sin dal III millennio a.C., con la nascita delle prime civiltà in Mesopotamia (quella lingua di terra delimitata dal letto dei due fiumi Tigri ed Eufrate anche conosciuta con il nome di Mezzaluna fertile), il Mare Nostrum cominciò ad essere solcato dalle lignee prore delle diverse decine di navi mercantili impiegate per il trasporto di beni e servizi di ogni genere da un estremo all’altro del bacino mediterraneo. Si suppone che i primi navigatori del Mar Mediterraneo fossero stati proprio i Minoici, originari dell’isola di Creta, battezzati così dall’archeologo britannico Arthur Evans  a seguito della scoperta del palazzo di Cnosso, dimora del mitico Minosse, figlio di Zeus e di Europa e primo re di Creta, avvenuta nel 1900 d.C.

Sir Arthur Evans, archeologo britannico
Sir Arthur Evans, archeologo britannico che scoprì il sito del palazzo di Cnosso nel 1900

Questi, a partire dal II secolo a.C., cominciarono una proficua attività di commercio di forniture tessili verso le Isole Greche e verso l’Egitto – essendo i Minoici maestri nell’allevamento di ovini da cui ricavare un’ottima lana ricercata dai porti di Kea sino ad Avaris, nel delta del Nilo – dando il via ad un processo di transumanza acquatica la cui eco si avvertì sino all’intorno dell’Oceano Indiano, rimarcata anche all’interno di poemi quali l’Epopea di Gilgamesh, datato 2100 a.C. Nel frattempo, gli egizi della regina Hatshepsut (1513/1507 a.C. circa – 16 gennaio 1458 a.C.) cominciavano i loro primi scambi con la favolosa terra di Punt, la cui ubicazione rimane ancora oggi avvolta nel mistero e che si suppone si trovasse sulla costa orientale del Mar Mediterraneo, nei pressi dell’attuale Somalia Eritrea, barattando con questo leggendario popolo oro e armi in cambio di legni rari, zanne di avorio, animali vivi, ma, soprattutto, di alberi da cui ricavare l’incenso e la mirra, fondamentali per la ritualità egiziana. 

Testa della regina egizia Hatshepsut State Museum of Egyptian Art, Monaco

Fu poi il turno dei Greci, che durante l’aureo regno di Pericle (V secolo) tracciarono la prima mappa del mondo conosciuto per opera di Anassimandro di Mileto, discepolo di Talete di Mileto, definito primo filosofo della storia della filosofia occidentale, dopo Aristotele. 

Ricostruzione della mappa del mondo conosciuto (πάναξ) di Anassimandro di Mileto (541 a.C.)

Sin poi ad arrivare alle pionieristiche migrazioni del popolo romano, che rivoluzionarono il concetto di viaggio grazie ad un avanzatissimo sistema viario, alle mappe, e alle stazioni di posta, che resero agevoli gli spostamenti all’interno del loro immenso demanio

Insomma: la storia del bacino Mediterraneo è una storia fatta di viaggi, di scoperta, di commercio, di migrazioni, di trasformazioni. E noi di ‘A un cucchiaio dal mondo’ desideriamo con tutto il cuore accompagnarvi, passo dopo passo, alla scoperta delle locations più incantevoli che sorgono sulle sponde di questo splendido mare. Cosa aspetti, dunque? Clicca su uno dei link in basso per prendere parte a una delle nostre avventure. 

Un abbraccio da Gaetano e Teresa di:

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